Un ponte per il Libano: la Fondazione partecipa ad una raccolta farmaci
In pieno periodo pandemico nel 2020 una volontaria toscana chiese ad una sua amica in Libano cosa fosse necessario farle arrivare. La prima risposta riguardò i farmaci, perché introvabili e molto costosi. Si iniziò inviando farmaci tramite amici che viaggiavano e che li trasportavano nelle valigie personali. A fine agosto 2021 il Vicariato Apostolico dei Latini di Beirut in Libano inviò un appello rivolto alla Fondazione Giovanni Paolo II e ad Umanità Nuova espressione sociale del Movimento dei Focolari, per organizzare una raccolta di latte per neonati e farmaci. Iniziò a crearsi in Italia un gruppo spontaneo per unire le forze e ottimizzare le risorse, grazie ad un referente per ogni regione. Si ottenne anche la disponibilità da parte del contingente italiano della missione di pace UNIFIL e dalla Croce Rossa libanese per il trasporto e la distribuzione dei farmaci. In Libano si costituì la rete Fraternité con associazioni laiche o di diverso orientamento religioso che si occupano ancora oggi di sostegno per pazienti cronici e oncologici, insieme a gruppi di volontari che hanno iniziato a censire i pazienti più fragili e poveri nei quartieri di maggiore necessità.
In questi tre anni sono state organizzate varie spedizioni, inviando più di un centinaio di quintali di farmaci e materiale sanitario, catalogati e assemblati per ditta e data di scadenza e inviati a Loppiano (Figline e Incisa Valdarno FI), cittadella del Movimento dei Focolari, da dove, insieme agli altri giunti dalle altre regioni, vengono ritirati dai militari e trasportati in Libano con aereo militare.
Nell’ultimo anno è emersa una nuova necessità: il sud del Libano si è svuotato dei suoi abitanti per il pericolo di allargamento del conflitto in corso tra Israele, Hamas ed Hezbollah. Tanti si sono rifugiati al centro e al nord del Paese, lasciando al sud gli anziani e le persone non-autosufficienti; in un territorio dove ormai tutti i negozi e le farmacie sono chiuse, le scuole non funzionano e le terre non possono più essere coltivate. Si sta cercando di far arrivare anche a queste persone una quota dei farmaci che si stanno raccogliendo, soprattutto quelli di utilizzo più comune (antipiretici, antitosse, antiinfluenzali, antiinfiammatori, vitamine, antibiotici, e altri farmaci da banco) e materiale sanitario. In queste ultime settimane la situazione in Libano peggiora ogni giorno di più. Da giorni anche Beirut è sotto attacco, non ci sono luoghi sicuri. Le necessità sono aumentate e diversificate. Si sta dando ospitalità a centinaia di sfollati presso Centri di spiritualità, scuole, case. A tutti coloro che lo richiedono, vengono assicurati anche un tetto, pasti, indumenti, materiale per l’igiene personale. Ognuno di questi centri accoglie tra le 150 e le 700 persone.
La Fondazione Vincenzo Casillo ha scelto di prendere parte ad un progetto di raccolta farmaci che si pone principalmente tre obiettivi: 1) che la solidarietà tra tanti cittadini italiani possa permettere l’invio di maggiori quantità di latte in polvere e medicinali, al fine di garantire la continuità delle cure e portare così sollievo e speranza;
2) che grazie a questo supporto solidale si riesca a dare qualche risposta, seppure piccola, alle ferite profonde che affliggono il popolo libanese e migliori una coscienza civica e comunitaria che concorra ad una nuova rinascita politica, economica e sociale del Paese;
3) che una solidarietà consapevole costruita dal basso tra cittadini di Paesi diversi diventi un esempio per i governi, a partire dall’Unione Europea, per rivedere le regole di cooperazione che caratterizzano le relazioni tra loro e i popoli.

