I bambini esplorano l’affettività a scuola: cronache dal progetto C.A.R.E.
“A me piace molto il progetto C.A.R.E, perché ci fa sentire come noi vogliamo, cioè liberi, ci fa sentire a casa“.
Parole come libertà e casa si conciliano bene con l’espressività delle emozioni e dei sentimenti, soprattutto se pronunciate da un bambino.
In questi ultimi mesi C.A.R.E. ha varcato la soglia di diverse scuole e ha tentato di avviare un processo educativo che si occupa di atteggiamenti, sentimenti (i propri e quelli che scaturiscono dai rapporti con gli altri), credenze ed emozioni di bambini e bambine tra i 10 e i 14 anni. L’educazione affettiva pone un’attenzione particolare al loro sviluppo personale e sociale, lavora sull’intelligenza emotiva e sull’empatia, incentiva l’autostima, migliora la dimensione interpersonale e le capacità sociali, mostra come trovare soluzioni creative a situazioni complesse.
È stata Michela Campanale, giovane psicologa del lavoro e delle organizzazioni, a ideare e curare personalmente il progetto per la Fondazione, ad aprire e alimentare un dialogo quotidiano con i bambini e le bambine. Grazie alla fiducia e all’ascolto che ha garantito loro e alla scelta dei contenuti, insieme sono riusciti ad accrescere una consapevolezza emotiva e relazionale in grado di promuovere il rispetto reciproco, la comprensione delle emozioni, la valorizzazione della diversità e dell’inclusione.
“L’aspetto che mi è piaciuto maggiormente è stato il fatto di poterci aprire e raccontare le emozioni“.
“Grazie a questo progetto ho capito il vero senso delle parole“.
“Sono riuscita ad aprirmi attraverso le esperienze degli altri, ho imparato a percepire le sensazioni delle persone“.
“Non sapevo l’esistenza di molte emozioni e questo progetto serve per crescere, mi ha fatto capire molte cose che mi hanno aiutato nella vita quotidiana“.
Essere d’aiuto per i bambini perché crescano in modo emotivamente equilibrato è tutt’altro che semplice. Numerosi docenti e genitori raccontano di doversi confrontare con molte difficoltà comportamentali ed emotive, come l’aggressività, la demotivazione, la gestione dell’ansia, l’isolamento sociale, la depressione, il bullismo e cyberbullismo.
La Fondazione Vincenzo Casillo prova per la prima volta a mettere un passo più concreto con questo progetto, offrendo l’opportunità ai bambini e le bambine di portare la loro voce e il loro sguardo sulle cose del mondo. Ché in fondo le emozioni non sono altro che “sensazioni che avvengono grazie all’unione tra il nostro cuore e la nostra mente, sono una parte di noi che qualche volta è accesa, qualche volta è spenta”.
Attraverso una serie di attività innovative come giochi di ruolo, laboratori creativi, discussioni di gruppo e quiz interattivi, la dott.ssa Campanale ha offerto l’opportunità di esplorare temi cruciali per la costruzione di relazioni sane, grazie all’approfondimento di 7 moduli:
1. Viaggio alla scoperta delle emozioni
2. Da dove nascono le emozioni?
3. Identità
4. Identità e corpo
5. Bullismo e Cyberbullismo
6. Anche le parole hanno un peso
7. Alla ricerca di un mondo inclusivo
“Io provo rabbia quando una persona non mi ascolta”.
“Quando provo rabbia mi sento forte e imbattibile e succede che picchio con le mani il muro“.
“Quando sono triste piango sul cuscino e a volte parlo da solo“.
In un viaggio durato 15 ore per ciascuna classe, C.A.R.E è riuscito a fare luce sulle emozioni primarie e secondarie, ad esplorare il ciclo della colpa, a conoscere più a fondo la vergogna e l’invidia sospendendo il giudizio, a ridefinire la tristezza e riconoscere che quando siamo tristi possiamo comprendere che ciò che abbiamo perso era importante per noi, è un invito a soffermarci, a guardare dentro le cose.
Ancora oggi da adulti siamo abituati a pensare che siano gli altri a farci provare rabbia, imbarazzo, gioia, ansia, paura. In realtà siamo noi gli unici responsabili delle nostre emozioni: ciò che sentiamo dipende dal modo in cui interpretiamo ciò che viviamo. Spetta a ciascuno di noi dunque prendersi cura delle proprie emozioni, perché quando riconosciamo la nostra responsabilità riconquistiamo la libertà.
“Quando provo gioia sono particolarmente energica, questa emozione mi arriva quando realizzo i miei sogni“.
“Quando qualcuno dice puoi aiutarmi? Io lo faccio e mi sento gioire“.
“Se fossi gioia mi sentirei come una luce brillante sempre pronta a far brillare il mondo intorno a me. La mia gioia è un’onda che cresce ma non si esaurisce mai“.
Anche lavorare sull’identità è stata una sfida avvincente: mettere insieme i pezzi per dare un senso a se stessi ha richiesto ai bambini e le bambine un’abilità introspettiva quasi inesplorata.
L’accettazione di sé, imparare l’arte della gentilezza, capire cosa significa sentirsi inclusi, conoscere e fronteggiare gli stereotipi (“Pur essendo femmina mi piace il calcio e quest’anno andrò allo stadio“), amare il proprio corpo e rispettare il corpo degli altri, trasformare i pensieri giudicanti e realizzare che non esiste un corpo perfetto, ma un corpo che vive, che respira, che balla, nuota, corre, che accarezza, che bacia.
“Caro me, oggi ti voglio ringraziare per tutte le cose belle del mio corpo“.
“Mi ringrazio per essere la persona che sono, cioè unica“.
“Mi ringrazio per essere una persona che non si ferma davanti ai problemi ma ha sempre soluzioni“.
“Caro Francesco, ti ringrazio perché hai creduto sempre in te stesso“.
Sta diventando necessaria una rivoluzione affettiva?
Certamente le istituzioni che contribuiscono alla crescita, che sia il contesto familiare di origine o la scuola, dovrebbero farsi carico di un nuovo approccio educativo, perché il futuro di questi bambini e bambine possa garantire loro di diventare adulti emotivamente alfabetizzati, capaci di lasciar fluire la creatività, di costruire e influenzare una società evoluta.
Nel frattempo, non smettiamo di ascoltarli, di trarre ispirazione e insegnamento dalla loro immediatezza: “Ballo sempre e mi piace imparare passi nuovi“.
[Foto di ©Marilù Ardillo]
✨ [*Questo articolo è frutto della creatività e competenza umana. È stato redatto senza l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale.]













